Tutti i giorni chiediamo agli assistenti AI di darci consigli su film, applicazioni o prodotti da comprare. Immagina, ad esempio, di chiedere:

Quale valigia mi consigli di comprare per un viaggio di una settimana?

ChatGPT ti risponde come sempre. Ma sotto quella risposta potrebbe comparire qualcosa di nuovo: la pubblicità di un’azienda che vende valigie.

Non è un esperimento futuristico: la pubblicità è già arrivata dentro ChatGPT e OpenAI sta iniziando a portarla anche in Europa.

Ma cerchiamo di capire il perché.

Ogni giorno milioni di persone fanno domande, generano immagini, analizzano documenti e utilizzano modelli che richiedono enormi quantità di infrastruttura e potenza di calcolo.

Tutto questo ha un costo molto elevato, che gli abbonamenti da soli non riescono a coprire.

Proprio per questo motivo, oltre ai prodotti destinati alle aziende, i colossi dell’AI stanno introducendo nuove fonti di ricavi. In questo caso, la pubblicità.

Proprio a causa del disallineamento tra costi e ricavi, infatti, la pubblicità riguarda principalmente gli utenti dei piani Free e Go.

I primi test di questa nuova funzionalità sono iniziati a febbraio 2026 negli Stati Uniti e sono stati poi estesi ad altri Paesi. Il 18 agosto OpenAI ha annunciato l’estensione di ChatGPT Ads in 31 mercati europei.

La cosa più importante da capire è che OpenAI vuole mantenere la pubblicità separata dalle risposte dell’AI.

Questo significa che, almeno secondo il modello annunciato da OpenAI, un’azienda non può pagare per comparire direttamente nella risposta generata da ChatGPT. La risposta viene generata dall’AI, mentre la pubblicità viene scelta e mostrata separatamente, sulla base di una combinazione di fattori, tra cui la pertinenza e le offerte degli inserzionisti.

Proprio per mantenere questa separazione, gli inserzionisti non avranno accesso a chat, cronologia, memoria o dati personali. Sarà inoltre possibile gestire la propria esperienza pubblicitaria, compresa la personalizzazione degli annunci.

Ma la cosa più interessante di questa notizia non è semplicemente che ChatGPT avrà la pubblicità, quanto il ruolo che gli assistenti AI stanno iniziando ad avere nelle nostre decisioni.

Google ci ha abituati a cercare informazioni e a scegliere tra una serie di risultati. Con un assistente AI, invece, il meccanismo cambia: facciamo una domanda e riceviamo direttamente una risposta.

Se questi strumenti diventeranno sempre più il luogo in cui cerchiamo prodotti, confrontiamo alternative e decidiamo cosa acquistare, quello spazio diventerà inevitabilmente molto interessante anche per le aziende.

A presto,

Cartoline dall’AI 🌍