Ogni settimana sembra uscire una nuova AI: ChatGPT, Claude, Gemini, Nano Banana, Sora, Veo, Codex, Claude Code… ed ogni volta qualcuno sostiene che quella nuova sia “la migliore”.

Il risultato? Abbiamo sempre più strumenti a disposizione, ma spesso non sappiamo quale aprire quando dobbiamo fare qualcosa.

Il punto è che non dovremmo chiederci “Qual è l’AI migliore?” ma “Cosa devo fare?”

Perché un modello bravissimo a generare immagini non è necessariamente quello che sceglierei per programmare; e quello che utilizzo per analizzare un documento potrebbe non essere la scelta migliore per creare un video.

L’obiettivo non è trovare l’AI migliore in assoluto, ma capire quale modello può aiutarti meglio a risolvere il problema che hai davanti.

Non partire dal modello, parti dal problema:

🧠 Vuoi scrivere, ragionare o lavorare su un’idea?

In questo caso entrano in gioco gli assistenti generalisti come ChatGPT, Claude o Gemini; sono quelli da cui partire quando vuoi scrivere un testo, ragionare su un problema e sviluppare un’idea e sono sono le chat a cui tutti siamo abituati.

Ma non lasciarti ingannare anche qui ci sono delle differenze:

  • ChatGPT è molto versatile e riunisce nello stesso ambiente conversazione, ricerca, immagini, file e diversi strumenti.

  • Claude è particolarmente interessante quando lavori su documenti, progetti lunghi e attività composte da più passaggi.

  • Gemini acquista invece molto senso se il tuo lavoro è già dentro l’ecosistema Google.

🔎 Vuoi Cercare, studiare o capire un argomento?

In questo caso, due degli strumenti più interessanti sono Perplexity e NotebookLM.

Se hai bisogno di cercare informazioni sul web, approfondire un argomento o trovare le fonti, Perplexity è particolarmente utile perché combina la ricerca online con un assistente AI e ti permette di risalire alle fonti utilizzate.

Se invece hai già il materiale da cui partire come appunti, PDF, documenti, siti web o video, NotebookLM fa al caso tuo: puoi caricare le tue fonti, fare domande attraverso una chat e chiedere all’AI di lavorare principalmente a partire da quel materiale. Da lì puoi anche trasformare ciò che hai raccolto in altri formati, come presentazioni, mappe, report, quiz o panoramiche audio e video.

🖼️ Vuoi creare o modificare immagini?

Fino a poco tempo fa, uno dei riferimenti principali per la generazione e la modifica delle immagini con l’AI è stato Nano Banana, il modello di Google dedicato alla creazione e all’editing delle immagini.

Oggi, però, la competizione si è fatta molto più interessante; con i nuovi modelli di OpenAI per la generazione di immagini, ChatGPT 5.6 Sol è diventato un’alternativa particolarmente valida, soprattutto per un motivo: puoi costruire un’immagine attraverso una conversazione.

Puoi partire da un’idea, generare una prima versione e poi perfezionarla passo dopo passo: cambiare un elemento, eliminare un oggetto, modificare lo stile, aggiungere dettagli oppure partire da un’immagine che hai già e chiedere all’AI di trasformarla.

In pratica, non devi riuscire a descrivere perfettamente l’immagine al primo tentativo. Puoi arrivare al risultato dialogando con l’AI e correggendolo progressivamente.

Ed è proprio questo che rende ChatGPT particolarmente interessante quando la creazione di un’immagine non è un singolo prompt, ma un processo creativo fatto di diverse iterazioni.

💻 Vuoi programmare o sviluppare un’applicazione?

Oggi gli strumenti di coding basati sull’AI non si limitano più a suggerirti qualche riga di codice; sono diventati veri e propri agenti capaci di lavorare direttamente sul progetto: possono leggere la codebase, modificare file, correggere errori, eseguire test e portare avanti attività molto più complesse di una semplice domanda fatta in chat.

Tra gli strumenti più interessanti troviamo Claude Code, Codex e Cursor.

Questi strumenti permettono di descrivere ciò che vuoi realizzare in linguaggio naturale e lasciare che l’AI ti aiuti a trasformarlo in codice. Claude Code e Codex possono lavorare anche attraverso il terminale, mentre Cursor integra l’AI direttamente in un ambiente di sviluppo.

Ed è proprio grazie a strumenti come questi che si è diffuso un nuovo modo di programmare: il vibe coding cioè

Un modo di creare software in cui spieghi all’AI cosa vuoi costruire e la guidi attraverso una conversazione, lasciando che sia lei a scrivere gran parte del codice.

🎨 Vuoi progettare una presentazione, un sito o un’interfaccia?

Anche creare una presentazione con l’AI oggi non significa più semplicemente chiedere a un chatbot di scrivere il testo delle slide.

Claude Design è particolarmente interessante quando vuoi partire da un’idea e trasformarla in qualcosa di visuale. Puoi descrivere quello che vuoi creare, lavorare insieme a Claude attraverso la chat e vedere il risultato prendere forma su un canvas. Puoi inoltre fornirgli colori, font, componenti e altri elementi del tuo brand per mantenere una certa coerenza visiva.

NotebookLM, invece, è molto ottimo quando vuoi partire da delle fonti. Puoi caricare PDF, documenti, appunti, siti o video e chiedergli di trasformare quelle informazioni in diversi formati, comprese presentazioni e panoramiche video.

Ancora una volta, non è tanto una questione di quale sia migliore, ma di quale sia il tuo punto di partenza: un’idea o delle informazioni.

Fin qui abbiamo parlato soprattutto dei grandi nomi: ChatGPT, Claude, Gemini e degli strumenti che stanno nascendo intorno ai loro ecosistemi.

Ma c’è un altro cambiamento interessante da osservare; negli ultimi anni sono nate moltissime aziende che hanno preso le capacità dell’intelligenza artificiale e le hanno trasformate in strumenti verticali, progettati per risolvere un problema specifico.

Se devi creare una presentazione, ad esempio, puoi utilizzare Gamma, che nasce proprio per trasformare idee e contenuti in presentazioni.

Se vuoi creare un’applicazione web partendo da una descrizione, puoi provare Lovable.

Se vuoi sperimentare con il vibe coding e costruire un’applicazione in un ambiente che integra codice, AI ed esecuzione, c’è Replit.

Per creare video puoi trovare strumenti specializzati come Higgsfield; per generare voci realistiche e doppiaggi c’è ElevenLabs; per creare musica esistono strumenti come Suno; per automatizzare processi e collegare applicazioni diverse puoi utilizzare piattaforme come n8n o Zapier.

E la lista potrebbe continuare…

Questo ci dice qualcosa su dove sta andando l’intelligenza artificiale: probabilmente, in futuro, non utilizzeremo un’unica AI per fare tutto. Avremo grandi assistenti generalisti, capaci di aiutarci in moltissime attività, e accanto a loro un numero crescente di strumenti specializzati, progettati per svolgere particolarmente bene un compito specifico.

L’obiettivo, quindi, non deve essere conoscere tutte le AI che esistono o rincorrere ogni volta quella definita “la migliore” del momento.

Parti dal problema che vuoi risolvere e scegli lo strumento o l’assistente più adatto per farlo.

Perché, alla fine, la vera competenza non sarà conoscere tutte le AI, ma sapere quale usare e quando usarla.

A presto,

Cartoline dall’AI 🌍